Dott. MARCIALIS GIORGIO

Medicina generale

Scicli, Azienda Sanitaria Provinciale Di Ragusa

"La gestione del paziente con dolore"

Il dolore rappresenta la causa più frequente per la quale un paziente si rivolge al suo Medico di Medicina Generale (MMG) / Medico di Famiglia (MdF), il quale è chiamato a porre una diagnosi e a prescrivere dei farmaci per trattarlo.
Diversi dolori scompaiono curandone la causa; molte volte, invece, il dolore permane nonostante sia stata eliminata la causa stessa e/o diventando esso stesso malattia. Quest'ultimo caso è rappresentato dal dolore cronico: molto spesso il MMG vede più volte lo stesso paziente che gli riferisce, seppur con minime differenze, lo stesso dolore. Ma è realmente lo stesso dolore?
E' opportuno trattarlo in ambiente ospedaliero, oppure il MMG può e deve trattare il dolore nel proprio ambulatorio o facilitare il malato al trattamento domiciliare?
Quali sono i dolori rappresentati più frequentemente dal paziente al MMG ed allo specialista in terapia antalgica?
Molti sono gli aspetti che legano il dolore e la sua cura al posto che più rende tranquillo il paziente: il proprio domicilio. Nello stesso tempo, sono ancora poco chiare o incomplete (alcune volte inesistenti) le linee di trattamento che legano il regista dello stato della salute del paziente, e cioè il MMG con quelle che sono le strutture preposte al controllo dello stesso paziente con dolore, cioè gli ambulatori di terapia antalgica, i servizi di assistenza domiciliare, il Pronto Soccorso (P.S.).
Sono da poco nate le Reti regionali dei centri per la terapia del dolore suddivise in Spoke di primo livello ed in Hub di secondo livello, ma ancora sono poco chiari i target di assistenza, e quindi "a chi si deve fare cosa", ed ovviamente il come e dove farlo.
Queste semplici considerazioni possono implicare diversi interrogativi, quali ad esempio quelli legati alla tipologia di paziente da inviare all'ambulatorio di terapia del dolore, quelli connessi alla prescrizione dei farmaci ed alla loro gestione, quelli legati alle modifiche imposte dalla legge 38/2010 sul management dei farmaci oppiacei per finire alla gestione del paziente con dolore oncologico, più o meno seguito dai CAD.